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I CERVI NEL CATO1: RIPOPOLAMENTO NEL VALLONE DI PRAMOLLO

 

Il CATO1 aveva iniziato nel 1999 a progettare un’operazione di immissione di cervi nel territorio della Val Pellice (in particolare nel Comune di Angrogna), non ancora interessata dalla presenza dell’ungulato, perlomeno in modo stabile. L’operazione, da considerarsi come ripopolamento e non reintroduzione dal momento che la specie è già presente nel CA, è stata osteggiata dagli amministratori locali, preoccupati per le produzioni agricole della valle. Nel febbraio 2001, quando si stava riparlando di immissione di un nucleo di animali in Val Pellice, i sindaci firmarono una lettera di diffida al Presidente del CA, riportata sul notiziario n. 6.

Quest’anno infine  sono stati liberati 25 cervi, però in Val Chisone e più precisamente sulla sua destra orografica, all’interno del Vallone di Pramollo.

Il 27 febbraio 2002 gli animali sono arrivati su un camion di piccole dimensioni nella località del rilascio, in borgata Pomeano: provengono da 2 allevamenti situati nella regione austriaca della Carinzia, nei pressi della cittadina di Glodnitz.

Nel medesimo giorno un’altra ottantina di cervi veniva immessa nelle valli Maira (CACN3) e Varaita (CACN2), festeggiata dalle amministrazioni locali.

La liberazione è avvenuta senza grossi problemi, nonostante la presenza al suolo di neve; gli animali hanno dimostrato di aver superato in modo positivo lo stress causato dal lungo viaggio,  tranne un solo soggetto che purtroppo nei giorni successivi è morto.

Nel periodo seguente al rilascio (marzo-aprile), i cervi non hanno effettuato spostamenti rilevanti, rimanendo gravitanti intorno a Pomeano, attratti dall’appetitoso ricaccio erboso e dalla relativa tranquillità dell’area.
Nelle ore serali e notturne tutti e 25 si ritrovavano a pascolare insieme, arrivando a gruppetti dai boschi limitrofi: dapprima gli animali più giovani e meno timorosi e i 3 maschi adulti (spesso visibili per conto loro anche in pieno giorno), poi le femmine adulte radiocollarate  insieme ad alcuni giovani.
In seguito alle lamentele dei proprietari che ancora  coltivano  patate e ortaggi proprio sulle aree frequentate assiduamente dal gruppo di cervi, si è dovuta approntare   una recinzione elettrificata, al fine di prevenire eventuali danni alle colture estive: essa è stata costruita il 18 e il 19 aprile, predisponendo 3 fili di banda elettrica su tutto il perimetro dei prati e dei coltivi per un totale di circa 1500 m lineari di perimetro.
Successivamente all’intervento, gli ungulati immessi hanno finalmente iniziato a spostarsi e a frequentare nuove aree, irradiandosi così in direzioni diverse e raggiungendo località anche distanti fino a 7 km in linea d’aria dal punto di rilascio.

In generale, grazie all’utilizzo della strumentazione radio (la quale comporta un notevole impiego di tempo da parte dell’operatore), si può affermare che le femmine radiocollarate abbiano fatto degli spostamenti esplorativi (di minore o maggiore entità a seconda del soggetto), soprattutto tra fine aprile e inizio giugno, in modo autonomo o al massimo in piccoli gruppi. Nel periodo successivo si sono abbastanza stabilizzate, indice probabile dell’avvenuto parto (tra le femmine 8 sono risultate positive al test di gravidanza, effettuato al momento delle catture).

Per quanto riguarda gli altri animali, un gruppetto di giovani insieme ad una femmina adulta sono scesi più in basso, vicino al Chisone, dove sono rimasti fino a fine giugno.

Tra i maschi adulti uno solo è sceso per un certo periodo a quote più basse, gli altri 2 sono stati ancora di recente visti più in alto; per quanto concerne i daguet e i giovani maschi (nati nel 2001) non si hanno segnalazioni certe che ne abbiano permesso l’identificazione, per cui potrebbero essersi allontanati ancora di più rispetto all’area del rilascio.

Ogni soggetto immesso può essere identificato singolarmente grazie alla presenza di una o due marche apposte ai padiglioni auricolari: esse sono di materiale plastico e misurano circa 6 x 5 cm (ben visibili anche a distanza) e possono essere di colore bianco, giallo o arancione, con impresso un numero progressivo in carattere nero sulla faccia esterna.
Oltre a questi orecchini, 10 soggetti (tutti di sesso femminile, con età compresa tra 1 e 7 anni) sono stati muniti di radiocollare.

Ogni radio è tarata su di una frequenza particolare e permette perciò un’identificazione certa grazie alla strumentazione ricevente apposita. Per effettuare le localizzazioni degli animali che ne sono forniti, vengono  fatti i cosiddetti  “fix”: sono  rilevamenti eseguiti sul campo, dati dall’intersezione di almeno 2 rette (meglio se 3 o più), le quali hanno origine in un punto specifico identificabile sulla cartografia e vengono individuate dalla direzione di provenienza del segnale con maggiore intensità grazie alla misurazione della direzione stessa con la bussola.

MARCATURE CERVI FEMMINE

 

N

SESSO

ETA'

MARCA SX

MARCA DX

NOTE

1

F

4

Bianco

1

 -----

 --

 

2

F

4

 --

 -----

2

Bianco

 

3

F

6

Arancio

1

 -----

 --

Perso radiocollare

4

F

6

 --

 -----

2

Arancio

 

5

F

2

Giallo

1

 -----

 --

 

6

F

1

 --

 -----

2

Giallo

 

7

F

2

Bianco

3

4

Bianco

 

8

F

7

Bianco

5

3

Giallo

 

9

F

6

Giallo

4

6

Bianco

 

10

F

5

Bianco

7

3

Arancio

 

11

F

0

Arancio

4

8

Bianco

 

12

F

1

Giallo

5

5

Arancio

Morta

13

F

0

Arancio

6

6

Giallo

 

14

F

5

Arancio

7

8

Arancio

 

15

F

0

Giallo

7

 -----

 --

Perso la marca

MARCATURE CERVI MASCHI

 

N

SESSO

ETA'

MARCA SX

MARCA DX

1

M

0

Bianco

9

 -------

 --

2

M

0

 --

 -------

10

Bianco

3

M

0

Arancio

13

 -------

 --

4

M

0

 --

 -------

14

Arancio

5

M

3

 --

 -------

8

Giallo

6

M

4

Bianco

11

12

Bianco

7

M

5

Bianco

13

11

Giallo

8

M

0

Giallo

12

14

Bianco

9

M

1

Bianco

16

10

Arancio

10

M

1

Bianco

15

9

Arancio

 

Le tabelle riportate indicano l’età e la marcatura per ogni esemplare. Per le marche l’indicazione “sx” e “dx” indicano l’orecchio sinistro e destro dell’animale; in caso di mancanza di auricolare su uno dei padiglioni auricolari, in tabella è presente il tratteggio (- - -).  

Il grafico presentato fornisce il numero di osservazioni raccolte da marzo a giugno, suddivise in osservazioni visive e fix.

 

Grafico-cervi.jpg (11308 byte)

 

Ora si rivolge l’invito a tutti i soci del CA a dare un concreto aiuto per lo sviluppo delle conoscenze sugli spostamenti di questi animali: qualora vengano avvistati dei cervi, si deve cercare di accertare la presenza di marche auricolari e vederne quindi i relativi colori (oltre all’eventuale presenza del radiocollare); quindi occorre far pervenire la notizia in tempi brevi ai tecnici del CA. Qualora non fosse possibile effettuare immediatamente la segnalazione, è bene trascrivere data, ora, numero degli  individui, località di avvistamento e le marche auricolari di ogni soggetto (distinguendo tra sinistra e destra), in attesa di poterne dare comunicazione. Qualunque tipo d’informazione relativa ai cervi immessi è comunque bene accetta, anche nel caso si tratti di un avvistamento non molto recente.

Se gli animali immessi continueranno a frequentare le aree in cui si trovano tuttora, non ricadranno in un distretto di caccia al cervo, ma qualora dovessero spostarsi ulteriormente fino a raggiungere il distretto della Val Germanasca o quello della Val Chisone si richiede di non abbatterli, in modo da poter  continuare a studiarne la dinamica e gli spostamenti anche nel corso degli anni successivi.

Carta-cervi.jpg (60388 byte)

 

Email: info@catouno.it

7 settembre 2002