Una cerva nel giardino, a Torre Pellice!

 

Il giorno 5 aprile scorso un cervo femmina è stata segnalata lungo una strada della zona di Santa Margherita, a Torre Pellice. 

L’animale, probabilmente spaventato da qualche cane vagante, è finito poi all’interno di un giardino rimanendovi intrappolato. Per la sua cattura sono intervenuti due agenti del Servizio Fauna della Provincia di Torino e un veterinario per la preparazione dell’anestetico. La cerva, in buona forma fisica ma di dimensioni ridotte rispetto alla media, non era provvista di marche auricolari e non è un esemplare giovane (almeno sei/sette anni d’età), quindi non può avere origine dal nucleo di cervi immesso a Pomeano nel 2002.  Nonostante lo stress e la stanchezza visibile l’animale non è stato un facile bersaglio: avendo spazio per muoversi e sfuggire alla cerbottana armata di siringa con l’anestetico, si sono dovuti fare ripetuti tentativi; l’animale è riuscito addirittura a scavalcare un muro di circa un metro e 80 di altezza e finire in un giardino adiacente. Infine qui è stata sedata e poi catturata, quindi con una mascherina sugli occhi e le zampe fermamente bloccate è stata caricata su un mezzo e trasportata nel sito di rilascio.

Prima della liberazione le sono state applicate due marche auricolari bianche e un radiocollare per poterne seguire i movimenti e controllare la buona riuscita dell’operazione: in caso di forte stress infatti l’animale selvatico può soccombere anche ore dopo l’evento che lo ha provocato, quindi poter ritrovare nei giorni successivi l’animale è fondamentale per essere certi delle sue buone condizioni fisiche.

La femmina è stata liberata nella zona della Sea di Torre, luogo di avvistamenti recenti di esemplari di cervo e la scelta si è rivelata esatta, in quanto già il giorno successivo l’animale, oltre a essere vivo e vegeto, era anche in compagnia di alcune altre femmine! Ora non ci resta che seguirne i movimenti e raccogliere le interessanti informazioni che potrà fornirci grazie al radiocollare: è la prima volta, per il CATO1, che si può monitorare un cervo nato in natura e soprattutto in Val Pellice, dove il piccolo nucleo così scoperto rappresenta il primo conosciuto per tale specie.

Per la femmina è stato anche trovato un nome: “Ciua”, che in patois significa “piccola”, detto in modo vezzeggiativo. Speriamo le porti fortuna!

Si ringraziano gli agenti Cesare Gay e Elio Melli e il veterinario Elisabetta Tomio per la professionalità dimostrata e la buona riuscita dell’operazione.

Si raccomanda a tutti i soci che dovessero imbattersi in questi cervi di non arrecare loro disturbo e di segnalare le osservazioni ai tecnici faunistici del CA. Purtroppo spesso veniamo a conoscenza di preziose osservazioni di cervi in Val Pellice o in bassa Val Chisone da parte dei soci solo a mesi di distanza, come se ci fosse una scarsa propensione a voler divulgare tali informazioni anche al personale tecnico del Comprensorio.

Vi terremo informati dei prossimi sviluppi e ringraziamo in anticipo coloro che collaboreranno alla raccolta delle informazioni e coloro che già lo fanno anche per i cervi residenti nella bassa Val Chisone.